Federcontribuenti: Emergenza fiscale. Consentire la ristrutturazione dei debiti tributari.
Carmelo Finocchiaro, Presidente della Federcontribuenti: «Milioni di contribuenti in difficoltà non possono non rappresentare una emergenza per il governo. Senza un intervento legislativo coraggioso, ogni azione violenta di riscossione risulterà una inutile fuga in avanti. Urge un piano di ristrutturazione del debito attraverso il pagamento di rate che tengano conto del reddito di ognuno e senza ulteriori costi e sanzioni. Il limite di 72 rate è una mannaia che spesso obbliga all’ennesima evasione fiscale, alla clandestinità milioni di italiani e la morte per centinaia di piccole, medio, imprese».
E’ un modo aggiunge Finocchiaro per garantire ad un grandissimo numero di imprese la loro sopravvivenza e alle famiglie di riparare ai debiti. Un intervento legislativo in questo senso, inserito tra il pacchetto – Milleproroghe – eviterebbe allo Stato di sostenere costi ulteriori in interventi ed ammortizzatori sociali in caso di perdita occupazionale e di assistenza sociale alle famiglie.
La deterrenza prodotta dal meccanismo sanzionatorio va applicata agli evasori, non ai contribuenti onesti finiti in difficoltà a seguito della grave crisi economica che ha colpito l’intero Paese. Conclude il presidente della Federcontribuenti, Carmelo Finocchiaro: «La proposta legislativa deve demandare alla Guardia di Finanza l’accertamento della posizione del contribuente, al fine di verificare la situazione di grave difficoltà economico finanziaria. Questo porterebbe ad allargare la platea dei contribuenti che potrebbero così regolarizzare le posizioni senza ulteriori costi e garantirebbe maggiori entrate per le casse dell’Erario e degli Enti previdenziali ed assistenziali». Il sistema di riscossione di Equitalia costituisce un serio problema per milioni di cittadini e di imprese, rendendo difficoltoso, per i debitori, la regolarizzazione della propria posizione fiscale. Inutile usare il metodo della riscossione barbara quando milioni di cittadini non vengono messi nella condizione di onorare i debiti. Ancor più inutile se si pensa che una ricca percentuale del debito rientrato va a finire nelle casse dell’agenzia di riscossione. Continuare con l’attuazione di misure cautelari quali i pignoramenti, ipoteche e fermi amministrativi oltre ad essere disumano è controproducente per lo stesso erario. Facciamo appello alla sensibilità del legislatore di interpretare i bisogni del Paese onesto, affinché si trovi una soluzione che sia in grado di coniugare la garanzia delle entrate necessarie per lo Stato, con la possibilità per i cittadini e le imprese di poter pagare quanto dovuto. La crisi economica che ha colpito le famiglie italiane, le imprese ed i singoli contribuenti, ha prodotto l’inevitabile accumulo di un carico fiscale arretrato, che per lo Stato sono miliardi di euro. Nessuna differenza fra chi non ha potuto pagare per effetto di una grave crisi economico- finanziaria e chi non ha voluto pagare. Chi per ragioni di difficoltà non ha potuto pagare viene gravato dalle sanzioni applicate dagli enti impositori, oltre che dagli interessi di mora e dagli oneri di riscossione che nei fatti portano al raddoppio dell’entità del debito.
addetto stampa
Roberta Lemma



