Agli italiani non resta che l’art.54 del c.p: ” lo stato di necessità”
Che senso ha disporre di un ministro di Grazia e Giustizia se poi il governo non deve sottostare alle leggi che lo stesso, assieme al Parlamento, vara. Che senso hanno le Procure, il CSM, quando chi viola, impunemente e continuamente le leggi non viene indagato e processato.
Che senso ha definirsi Nazione Democratica quando è evidente che a governare, comandare, disporre è solo il Consiglio dei Ministri: è una monarchia, non una democrazia.
Son tornate anche le guardie del ”RE”, i caschi blu.
La Polizia di Stato, definizione che calza a pennello, – di Stato – .
Le guardie del ”Re” non tutelano la legge e i diritti dei cittadini italiani, non garantiscono non si commettano reati; la Polizia di Stato si occupa di caricare i cittadini e scortare le escort, oltre che fare da bodygard ai ministri e senatori. Di Stato appunto. Quello Stato non più in mano al Demos, ma diventato camera ardente di giustizia, diritti, onestà, moralità.
Che tutti i commissari e i questori si facciano un esame di coscienza, non vorremmo si rendessero conto cosa sia diventato il loro lavoro quando sarà troppo tardi per qualsiasi pentimento.
Tutti si domandano: come è possibile che nessuno agisca davanti i gravi reati e violazioni del codice civile e penale che questo governo, unito dalla complicità omertosa di tutta la classe politica italiana, sta sfoggiando prepotentemente?
Come è possibile che un ministro di Grazia e Giustizia non senta il dovere morale, prima che politico, di dimettersi davanti a queste violazioni a queste prepotenze? Come è possibile che scendere in strada e protestare contro delle ingiustizie autorizzi, al di la di ogni logica umana, di ogni buon senso, le cariche feroci e incontrollate da parte dei caschi blu?
Da Brescia a Palermo un grido disperato.
Soprattutto in Campania le leggi italiane non valgono: basti pensare alla violazione, ultima in ordine di tempo, della legge 152\2006, art.242: al verificarsi di un evento che sia potenzialmente in grado di contaminare un area, il responsabile dell’inquinamento mette in opera entro ventiquattro ore le misure necessarie di prevenzione e ne dà immediata comunicazione ai sensi e con le modalità di cui all’articolo 304, comma 2. Qualora l’indagine preliminare di cui al comma 2 accerti l’avvenuto superamento delle CSC anche per un solo parametro, il responsabile dell’inquinamento ne dà immediata notizia al comune ed alle province competenti per territorio con la descrizione delle misure di prevenzione e di messa in sicurezza di emergenza adottate. La messa in sicurezza operativa, riguardante i siti contaminati con attività in esercizio, garantisce una adeguata sicurezza sanitaria ed ambientale ed impedisce un’ulteriore propagazione dei contaminanti. Nel caso di caratterizzazione, bonifica, messa in sicurezza e ripristino ambientale di siti con attività in esercizio, la regione, fatto salvo l’obbligo di garantire la tutela della salute pubblica e dell’ambiente, in sede di approvazione del progetto assicura che i suddetti interventi siano articolati in modo tale da risultare compatibili con la prosecuzione della attività.
La relazione delle analisi sulle falde acquifere di Terzigno: ”Abbiamo puntualmente evidenziato il superamento delle CSC di molti parametri e tra questi, quelli di metalli pericolosi e sostanze fortemente cancerogene.” Documento pubblico, le procure si attivino. Questo conferma ulteriormente l’illegalità di questo Governo. Un governo illegale, incostituzionale.
Ai cittadini italiani non resta che appellarsi all’articolo 54 del codice penale: lo stato di necessità.
“Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo”.
Questo Governo ci ha messo in pericolo e in ridicolo in ogni modo.




[...] Roberta Lemma – L’Italia senza Veli [...]