« Se non cancelleranno la norma salva-banche, andremo in sciopero della fame»

«Come tutori dello Stato e degli italiani non possiamo, non puntare i piedi e intervenire contro il decreto salva banche”, qui si stanno condannando dei cittadini inermi. Se il testo non verrà modificato, noi di Federcontribuenti inizieremo uno sciopero della fame ad oltranza» questo quanto dichiara alla stampa Carmelo Finocchiaro, presidente Federcontribuenti e porta voce di tantissimi cittadini spaventati per il loro incerto futuro. « Ci stiamo battendo senza sosta e senza il supporto dei mezzi di informazione. La stampa nazionale non può non darci spazio, negando alla popolazione il diritto di conoscere la verità e di sapere cosa accade al governo. Vogliono approvare un testo che autorizza le banche a derubare le aziende di oltre 30 miliardi di euro, introducendo la prescrizione decennale, mandando a morte milioni di cause e rendendo legale l’anatocismo». Le conseguenze saranno disastrose.

Se quelle cause saranno perse, le aziende saranno costrette a pagare tutte le spese di giudizio, oltre che debiti illegittimi alle banche con la conseguenza del fallimento per mancanza di liquidità. Anche il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nella giornata di ieri, ha, attraverso una lettera inviata all’esecutivo, ammonito il testo parlando di « profili di incostituzionalità». La stessa Nunzia De Girolamo, PdL, ha diffuso una breve nota in cui si legge: «Il ministro Tremonti si attivi immediatamente affinché dal Milleproproghe venga escluso il provvedimento salva-banche che blocca i rimborsi sull’anatocismo. E’ veramente improponibile». Ci speravano in molti che i rilievi di Napolitano, le voci delle associazioni e gli interventi della Federcontribuenti venissero ascoltati, invece, l’odiosa norma sull’anatocismo è stata confermata. «E molti di quanti, negli anni scorsi, hanno pagato agli istituti interessi non dovuti, dovranno rinunciare al rimborso – è l’amaro commento di Carmelo Finocchiaro – qui ci troviamo al cospetto di un vero condono per gli istituti che in passato hanno agito oltre le regole applicando l’anatocismo». Ma l’anatocismo è una pratica legale? Ci spiega il presidente della Federcontribuenti: «Una pratica illegittima e vietata dal 2000, e su cui i cittadini avevano il diritto a richiedere il rimborso. Su questo, lo scorso dicembre si è espressa la Cassazione con una sentenza a sezioni unite, n. 24418 del 2.12.10, stabilendo che chi aveva subito l’anatocismo aveva il diritto di far causa alla propria banca per chiedere la restituzione degli interessi illegittimi entro 10 anni dalla chiusura del conto. Ma il testo capovolge la sentenza».

Il comma del Milleproroghe taglia di fatto i termini della scadenza per il ricorso, anticipando i termini della prescrizione. Il passaggio chiave recita infatti che: “la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall’annotazione in conto inizia a decorrere dal giorno dell’annotazione stessa”. Così facendo, il termine di dieci anni non parte più dalla data di chiusura del conto, ma dal giorno di registrazione contabile dell’addebito illegittimo. Dall’interno della stessa maggioranza si è alzato un no dal gruppo dei “responsabili”, che minacciano di fare ostruzionismo. Se il Governo non dovesse accogliere le nostre richieste, “potrei anche votare contro” la fiducia “perché gli interessi dei cittadini vengono prima degli interessi di bandiera”, ha detto Domenico Scilipoti. Il deputato ha definito la norma “una porcata”, e ha presentato un emendamento che punta a risanare la sentenza della Cassazione. Se il testo dovesse passare senza modifiche, prima della chiusura dei rapporti nessun cittadino che avrà ricevuto un’apertura di credito sarà nelle condizioni di poter richiedere alla propria banca la restituzione di quanto illegittimamente addebitato, pena la revoca dell’affidamento. «Col Milleproroghe le imprese otterranno la concessione di 6 mesi di moratoria sulle rate dei debiti verso le banche, per l’equivalente di 56 miliardi di euro, mentre allo stesso tempo concederanno la completa prescrizione dei loro 50 miliardi di interessi illegittimi, – ribadisce Finocchiaro – noi, come Federcontribuenti, continueremo a batterci per i diritti degli italiani e a denunciare l’ostruzionismo contro le nostre proposte da parte del governo e dei media nazionali. Siamo pronti allo sciopero della fame»

Ufficio Stampa Federcontribuenti

Roberta Lemma