31 indagati sui disordini di Terzigno e 95 imputati per traffico illecito di rifiuti assolti
Le procure di Napoli e Torre Annunziata hanno chiuso le indagini sui tafferugli alla rotonda di via Panoramica, vicino a Cava Sari. 31 indagati ai quali si contestano, a vario titolo, i reati di resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio, lesioni ed invasione di edifici pubblici, tra camion vandalizzati e incendiati, sassaiole, lanci di sedie, offese, insulti e corpo a corpo con le forze dell’ordine. Leggi tutto…
Postato da Roberta Lemma Data: giovedì, ottobre 6, 2011
Tags: cassiopea, disordini, ecomafia, rifiuti, terzigno
Nuovo Testo ambientale: una tutela alle ecomafie.
L’Unione Europea chiede ai Paesi membri di varare leggi che tutelino, penalmente, l’ambiente e puniscano, penalmente, chi specula e inquina, mettendo di conseguenza a rischio le popolazioni: i responsabili sono da identificarsi in coloro che hanno interessi, politico affaristici, nella gestione di discariche, depuratori, centrali nucleari, a gas, a carbone, rifiuti industriali e via discorrendo. Leggi tutto…
Postato da Roberta Lemma Data: lunedì, maggio 23, 2011
Categorie: Ambiente, Diritti, Finanza, Politica, Segreti di Stato
Tags: codice penale, confindustria, Legambiente, napolitano, sorgenia, testo ambientale
Lettieri: Bertolaso risolverà la questione rifiuti. De Magistris: solo la giustizia ripulirà Napoli
Confronto tra Lettieri e De Magistris davanti alle telecamere di Sky:
De Magistris: «Il voto del primo turno è un voto di protesta ma anche un voto di proposta».
Lettieri: «Il voto di protesta in sé non serve a nulla, i risultati rispecchiano la volontà dei napoletani di un voto diverso rispetto a quello degli ultimi anni». De Magistris lascia che sia il ”magistrato” che è innato in lui a ribattere sull’appoggio del Pd: «Non poteva non prendere atto del voto del primo turno. Ben venga il suo appoggio, Napoli non puo’ andare in mano a Cosentino». In una recente intervista l’ex pm così si era espresso: «Il concetto di massoneria è addirittura riduttivo. Le indagini mi sono state sottratte illegalmente – si riferisce, una inchiesta per tutte, a Why-Not -, siamo davanti ad una gestione occulta del potere. Non si tratta più del solo condizionamento di un singolo politico o funzionario. E’ una metastasi». Il candidato del centrodestra Gianni Lettieri, invece, punta sull’emergenza spazzatura: «Dopo una settimana non ci saranno rifiuti per strada, anche grazie alle indicazioni e ai suggerimenti che mi ha dato Bertolaso. Bertolaso mi ha aiutato e collaborerà‘ ancora con me. Saro’ io a vincere il ballottaggio, perche’ i napoletani vogliono moderazione e non gli estremismi», ha concluso Lettieri. Leggi tutto…
Postato da Roberta Lemma Data: venerdì, maggio 20, 2011
Tags: bertolaso, DE MAGISTRIS, lettieri, mastella, napoli, rifiuti
Sequestrata discarica di Chiaiano e perquisiti alcuni laboratori per le analisi
Sequestrata una parte della discarica di Chiaiano, Napoli, nell’ambito dell’inchiesta sulle infiltrazioni dei Casalesi nella realizzazione dell’impianto. I militari hanno anche perquisito alcuni laboratori di analisi ipotizzando la falsificazione dei test effettuati nella discarica, con relativa compromissione della sicurezza pubblica.
Il decreto riguarda un’area di 266 metri quadri, ma, il sequestro, come riportato da una nota dell’Agenzia Flussi della Campania, non impedirà il conferimento di altri rifiuti che già da stanotte riprenderanno. Leggi tutto…
Postato da Roberta Lemma Data: giovedì, maggio 5, 2011
Categorie: Ambiente
Tags: assoambiente, cerroni, cesaro, chiaiano, confindustria, Cosentino, discariche, lettieri, rifiuti, sequestro, taverna del re
NAPOLI: AUMENTA LA TASSA SMALTIMENTO RIFIUTI
A Napoli, la tassa sullo smaltimento dei rifiuti urbani, da quando è gestita dalla Provincia, è stata aumentata per ben tre volte.
La tassa si paga per avere un servizio: raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, oltre che di spazzamento delle strade pubbliche. L’Ente non può incassare più di quanto spende per il servizio di raccolta e smaltimento. Ma se non si effettua la raccolta e, ancor più grave, non si procede allo smaltimento dei rifiuti come legge impone? Leggi tutto…
Postato da Roberta Lemma Data: martedì, aprile 26, 2011
Categorie: Ambiente
Tags: aumento, DISASTRO ECOLOGICO, discariche, indagini, napoli, rifiuti, sistri, SITRA, tassa
Campania: nuove discariche. Cittadini in piazza per un piano alternativo.
Quelli alla regione Campania non demordono: eppure hanno appena rinviato a giudizio, per epidemia colposa, la Iervolino e Bassolino. La procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio per 20 tra sindaci, commissari prefettizi e pubblici funzionari, tra i quali anche l’ex prefetto di Napoli, Alessandro Pansa tutti accusati di epidemia colposa e abuso d’ufficio per i cumuli di rifiuti accumulatisi in strada, senza interventi, nel corso dell’emergenza del 2008. Leggi tutto…
Postato da Roberta Lemma Data: sabato, aprile 9, 2011
Tags: caldoro, campania, discariche, manifestazione, rifiuti
Processo ai rifiuti: 60 comuni non si costituiscono parte civile
La parte civile in un processo penale è quel soggetto danneggiato dal reato per cui si è costituito il processo.
Attualmente, possono costituirsi parte civile, anche le regioni, i comuni, le provincie o le associazioni vittime del danno ambientale così come definito dall’art. 18 della l. 349/1986. Anche il soggetto privato può costituirsi, proprio in virtù della lesione del suo diritto inviolabile che trova il suo fondamento nell’art. 2 della Costituzione. Detto ciò va denunciato alla cronaca che i 60 comuni campani, le loro amministrazioni, hanno deciso di non costituirsi parte civile al processo che vede imputati, tra gli altri, l’ex governatore della Campania Antonio Bassolino e i vertici della società Impregilo, accusati di truffa, abuso d’ufficio e falso, traffico dei rifiuti e disastro ecologico. Solo i primi cittadini di Cicciano e Casamarciano hanno deciso di prendere parte al processo in corso al Tribunale di Napoli. Si è gridata, osannata, sperata la giustizia, la sola capace di ridare dignità ad una regione mortificata e invece, gli amministratori partenopei hanno scelto la vile fuga. Gli amministratori dei comuni campani avrebbero dovuto spiegare ai pm, che indagano sulla questione rifiuti, Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, cosa succedeva nei loro territori durante lo scoppio delle varie emergenze che si sono susseguite in questi 17 anni. Avrebbero dovuto portare ai pm le prove da loro raccolte, i documenti e le relazioni da loro svolte, i rapporti, le regole non scritte alle quali dovevano attenersi. Avrebbero dovuto raccontare le anomalie dentro cava Sari ad esempio. Avrebbero dovuto ricordare i camion sequestrati, diretti in discarica, perchè trasportavano materiale tossico, ad esempio. Avrebbero dovuto spiegare il perchè, in 17 anni, non si è dato vita al ciclo integrato dei rifiuti, varato nel 1997, e mai entrato in funzione. Insomma, avrebbero dovuto raccontare le verità e permettere quindi di condannare i responsabili. Hanno avuto paura? Hanno subito pressioni dai poteri forti, quegli stessi poteri che hanno imprigionato la Campania? Oppure, non possono parlar perchè rischierebbero, a loro volta, di finire sul banco degli imputati? Rischiamo di perdere la possibilità di fare, in parte, giustizia. Per ora il processo è stato aggiornato per metà aprile e inizio maggio.
Sappiatelo, cittadini impegnati sul fronte della difesa del territorio e della vostra stessa salute, i vostri amministratori, sono al di là della vostra barricata e forse lo sono sempre stati.
Postato da Roberta Lemma Data: venerdì, aprile 8, 2011
Categorie: Ambiente
Tags: bassolino, campania, impregilo, processo, rifiuti, terzigno
TAV Roma – Napoli: misteri di potenti funzionari
Nel 1997, a Pastena, in provincia di Frosinone, si autorizzava il risanamento di un terreno con materiale di riporto della costruenda linea ferroviaria TAV Roma-Napoli. Strada provinciale 151 Pastena-Castro, ad un passo dal torrente che affluisce all’interno delle Grotte di Pastena. Leggi tutto…
Postato da Roberta Lemma Data: martedì, aprile 5, 2011
Categorie: Ambiente, Politica, Segreti di Stato
Tags: falcone, frosinone, fs, lorenzo necci, mafia, pastena, pomicino, rifiuti tossici, tav
Manipolando l’Arpac si controllano i territori: Mastella sindaco di Napoli?
Manipolando l’Arpac si controllano i territori, si rilasciano le autorizzazioni per le discariche o per gli impianti industriali, si possono condizionare le analisi, modificare i documenti. Proprio ieri la Corte Europea ha condannato l’Italia per inquinamento industriale.
La Campania dei veleni, mille volte più velenosa e pericolosa di Fukushima, perchè qui, in Italia e non lontano migliaia e migliaia di km.
Mastella ha dichiarato, soprattutto a Lettieri, di non volersi ritirare dalla candidatura: che prenda esempio dal super ministro della prima Repubblica, – Geronimo -, il quale decise di dimettersi da ogni incarico perchè raggiunto da avvisi di garanzia, ( alcuni a firma di Di Pietro ) e da tutte le accuse scagionato. Cade l’accusa di associazione per delinquere contestata agli imputati coinvolti nell’inchiesta sulla gestione dell’ Arpac, in cui e’ coinvolto l’ex ministro Clemente Mastella. Lo ha deciso il gup di Napoli De Gregorio al termine dell’udienza preliminare. Diversi imputati, tra cui Mastella, sono stati rinviati a giudizio per: truffa, appropriazione indebita e abuso d’ufficio. Ma se cade l’accusa di associazione a delinquere, gli altri reati contestatigli, con chi li compie? Non vengono compiuti grazie ad un sodalizio criminale? Tramite e per conto di un pugno di uomini? E questo pugno di uomini, non costituiscono, forse, una associazione a delinquere? Andiamo con ordine.
Arpac, Agenzia dell’ambiente della regione Campania, l’Udeur, il partito di Clemente Mastella e il Consiglio regionale della Campania presieduto dalla moglie Sandra Lonardo. «In tali Enti pubblici gli indagati prestavano la propria attività, talaltra vi entravano grazie ad un più vasto sistema clientelare poggiante sulla forza derivante dal solido legame con i vertici del partito Udeur. Ciò allo scopo di procurare, ad associati e terzi, ingiusti profitti, ingiusti vantaggi e comunque l’asservimento della funzione pubblica agli interessi del gruppo».
Clemente e Sandra Mastella, indicati come “capi e promotori” del sodalizio criminale, assieme all’ex segretario regionale del partito Antonio Fantini e Carlo Camilleri, imprenditore e consuocero dell’ex ministro della Giustizia. La loro partecipazione viene definita “attiva” in molti singoli episodi che riguardano nomine, promozioni e assunzioni, “sempre privilegiando logiche clientelari a scapito di quelle meritocratiche“. Camilleri è l’uomo che gestisce “gli affari”, come appalti e nomine, appoggiandosi a Sandra Lonardo “punto di riferimento” politico sul territorio, accusata “di aver controllato con logiche ricattatorie e minacciose la spartizione e lottizzazione della copertura di posti e incarichi strategici”. Nell”inchiesta si parla di appoggi elettorali al clan di Marcianise (Caserta), filone poi finito, per competenza, alla Dda. Pellegrino Mastella, uno dei figli di Clemente, girava con una Porsche Cayenne procurata dal titolare di un autosalone di Marcianise attualmente detenuto al 416-bis. La – carriera – di Mastella ha origini lontane:
Nel 1994 fonda il CCD di cui diviene presidente, e al cui progetto aderisce immediatamente Lorenzo Cesa, che viene messo a capo della segreteria politica. In quel periodo Cesa era, da pochi mesi, sotto processo (nonché reo confesso) per un importante caso di corruzione legato al ministero dei Lavori Pubblici.
14 ottobre 2007 Clemente Mastella viene iscritto nel registro degli indagati della procura di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta “Why not” del sostituto procuratore Luigi De Magistris: l’ipotesi di reato è abuso di ufficio, ( reato confermato ieri durante l’udienza preliminare ). Il ministro è sospettato di essere coinvolto in una “rete” costituita da politici, imprenditori, giudici e massoni finalizzata ad ottenere finanziamenti dallo Stato e dall’Unione Europea.
L’8 marzo 2008 la Procura Generale di Catanzaro, depositaria delle indagini dopo l’estromissione del sostituto procuratore De Magistris, chiede l’archiviazione delle accuse a carico di Mastella, che esce dall’inchiesta. Nelle motivazioni, il Gip ha affermava che “non vi erano neanche gli estremi per poter iscrivere Mastella nel registro degli indagati”. Ma, nel 2009, la procura di Napoli capovolgerà la decisione della Procura Generale di Catanzaro, sbugiardando le motivazioni per le quali veniva accolta la richiesta di archiviazione: l’avocazione dell’inchiesta Why Not verrà giudicata illegittima e si riterranno fondate le accuse, rinviando a giudizio Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo. Le amicizie di Mastella non sono state delle più raccomandabili, tra queste si ricordano: l’amicizia con l’ex-presidente del consiglio comunale di Villabate condannato per mafia Francesco Campanella. Rapporti tanto stretti che Mastella fu testimone delle nozze del Campanella nel 2000. Alle stesse nozze fu testimone anche il presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e condannato in primo grado nel gennaio del 2008 a 5 anni di carcere per favoreggiamento ‘’semplice” ad uomini vicini al superboss Provenzano. Questo il curriculum vitae dell’uomo che ha deciso di candidarsi come Sindaco di una città come Napoli, simbolo di ogni paradosso giuridico. Ci chiediamo come si possa continuare in questo modo, dando spazio a persone raggiunte da così tante e gravi accuse, perchè, se è vero che fino al terzo grado di giudizio esiste la sacrosanta presunzione di innocenza, è pur vero che le accuse hanno così tante prove schiaccianti che non lasciano dubbi sull’operato, immorale, di Mastella. Guardate la Campania, anche voi vedrete queste prove schiaccianti.
Postato da Roberta Lemma Data: venerdì, aprile 1, 2011
Categorie: Ambiente, Diritti, Politica
Tags: arpac, candidato, corte europea, di pietro, mastella, napoli, rifiuti industriali, scandalo, sindaco
Il nucleare fa paura, ma la Nato ancor di più!
Il nucleare non ci piace, ci spaventa, cozza con la nostra idea di Nazione all’avanguardia nella difesa dell’ambiente e della salute. Che senso ha tornare al nucleare quando la popolazione non lo vuole. Che senso ha opporsi al ritorno al nucleare quando, in realtà, non ne siamo mai usciti. Leggi tutto…
Postato da Roberta Lemma Data: lunedì, marzo 28, 2011
Categorie: Ambiente, Segreti di Stato
Tags: atomica, francia, guerra, nato, news, nucleare, reba onlus, saluggia, scorie radioattive, torino




